UN PROBLEMA NON PUÒ ESSERE RISOLTO SENZA CAMBIARE IL PENSIERO CHE LO HA CREATO – PARTE 2

Riprendiamo il discorso su come si risolva il problema quando si presenta, che avevamo interrotto nell’articolo precedente.

Se non l’avete letto, ecco il link – Prima parte dell’articolo

In primo luogo dobbiamo – almeno per un po’ – sospendere il metodo “tradizionale” di lavorare con le orecchie.

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Questo passaggio è fondamentale: se io non mi do il permesso di emettere suoni “sgradevoli”, ma cerco sempre il suono corretto e giusto, sarò automaticamente già impegnato nell’attivazione di qualche compensazione che porti il suono dove “voglio”. Ma resta il fatto che non ho la sicurezza del farlo bene.

 

 

Quindi, per un po’, disattiviamo l’orecchio e il senso dell’estetica. Se questa cosa ti incuriosisce o ti mette insicurezza, dai un’occhiata a questo video, su youtube, in cui parlo un po’ più diffusamente di questo concetto, se ti va, dacci un’occhiata.Disattivando la necessità di avere un buon suono (solo per un po’) ci aiutiamo ad alleggerire la pressione su noi stessi e ci permettiamo di concentrarci su altro.

Parliamo, ad esempio, del cantante professionista.

Questa figura, infatti, che è totalmente abituata a cercare il suono migliore possibile, lavorando in questo nuovo modo, inizia ad addentrarsi dentro questa nuova consapevolezza corporea in maniera libera ed inizia a rendersi conto di avere sempre avuto tensioni che non sapeva di avere, che non si era mai reso conto di avere. Riconosce che stava attivando muscoli che non aveva idea di utilizzare, e sviluppa delle tecniche per isolare quei muscoli… E ad usare solo quelli necessari.

Anche nell’uso degli strumenti musicali si pone lo stesso problema.
Un pianista o un violinista o un chitarrista devono sviluppare un’ottima competenza nell’isolamento muscolare. Come si possono articolare velocemente tutte le dita separatamente e contemporaneamente mantenere il polso morbido? La schiena dritta ma rilassata?
Ed è proprio così. Anche gli strumentisti, anche i professionisti, incontrano problemi con la loro muscolatura. E, finché questi problemi non diventano talmente grandi da impedire di suonare…. indovinate un po’? …. Si crea compensazione muscolare…..

Quindi il punto è sempre CERCARE LA RILASSATEZZA MUSCOLARE

Dopo aver scoperto una giusta rilassatezza muscolare, arriviamo a cantare accuratamente, velocemente e intonati perché autorizziamo tutta la muscolatura coinvolta a vibrare liberamente, senza che ci sia l’interferenza di tutti gli altri muscoli non necessari.
Questo richiede competenza. Ma una competenza semplice da acquisire. Perché, come dicevamo all’inizio, il corpo è straordinario. E così come è straordinario nella risposta compensatoria quando vuole contribuire a raggiungere un risultato a qualsiasi costo… Beh, risponde sempre molto velocemente anche – e soprattutto – quando la direzione che gli chiediamo di seguire è quella della competenza più immediata.

Tutto ciò che serve è attivare la consapevolezza e seguire il processo.

Il processo ci porta a percepire le cose in un modo diverso. Tensioni che non sapevi di avere vanno via, muscoli che non sapevi che non fossero necessari si rilassano, ed inizi a percepire che il suono diventa così tanto più libero e ci si sente così bene… E finalmente si inizia a sentire di nuovo, si, adesso anche con le orecchie, che è migliorata anche la qualità del suono.

Come siamo riusciti a liberare il suono?

Il che è ovvio perché il suono è più libero, non è trattenuto in nessun modo, non c’è paura…. La voce si lascia andare. E di conseguenza ci si libera di più anche noi come esecutori. Non ci sono più i motivi di avere ansia o timore quando si canta. Ci si sente più liberi. Cantare è di nuovo una gioia. Si acquisisce, o meglio, ci si ricorda, quel senso di libertà e di vitalità che probabilmente ci ha portato a cantare in prima istanza. Il divertimento. Le note sono migliori di come non lo siano mai state. Perché la vibrazione è libera. Ed è più facile entrare in contatto con chi ti ascolta. Perché sei più spontaneo, più vitale e più carismatico. Più gradevole da ascoltare. Si crea quell’energia e quel legame con chi ascolta. Ma SOPRATTUTTO. Ci si diverte molto di più. Il che è poi il motivo per cui abbiamo voglia di cantare, fin dall’inizio.

Ed ecco perché possiamo cantare in stili diversi. Ecco perché questa cosa funziona per tutti, per tutte le tipologie di cantanti e tutti gli stili.
Si tratta di libertà e di capacità di fare cose che poi possono essere applicati da chiunque, a tutti i livelli e in tutti gli stili.
E’ una questione di Libertà. Libertà di cantare qualsiasi cosa che il cuore ci indichi di fare. E nel modo migliore.
Lo stile può essere diverso. Ma qualsiasi sia lo stile con cui tu vuoi cantare… Lo potrai fare in libertà, con la voce sana.

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